• Caso Orlandi, la prova negata

    Le pagine di Paese Sera nelle quali era avvolto il flauto: una prova che non si è proprio voluto vedere

  • Caso Ragusa, affari di famiglia e manipolazioni

    Il marito Antonio Logli è socio dell'autoscuola, ma perché nella Banca dati dell'Antimafia non figura?

  • Caso Ragusa, calma, colleghi

    Caso Ragusa, troppo nervosismo, colleghi
    La verità è in cammino e nulla potrà fermarla...

  • Caso Ragusa, i carabinieri sapevano

    Pista del boschetto, i carabinieri di Pisa sapevano:
    erano stati informati dalla loro fonte confidenziale
    Ecco gli sms che provano la collaborazione

  • Omicidio Colletta, l'appello della madre

    Salvatore Colletta, scomparso in Sicilia nel 1992
    "Mi rivolgo a voi che sapete che fine ha fatto mio figlio:
    soffro da 25 anni, Mettetevi il cuore in mano e parlate!"

    Carmela La Spina, madre del piccolo Salvatore, ha chiesto ospitalità a questo Gruppo di Giornalismo Investigativo per lanciare un appello disperato.

  • Scandali vaticani / 1 Lettera aperta al neocardinale Arborelius (carmelitano scalzo)

    “Cardinale Arborelius, apra le porte in Vaticano e racconti le verità nascoste”



    Ex vescovo di Stoccolma, Anders Arborelius ha indossato la berretta rossa nel Concistoro del 28 giugno 2017. Ora potrà occuparsi degli scandali esplosi nella sua congregazione da un altro punto di vista: quello del Vaticano. Dove giace un dossier inviato a Papa Francesco e pubblicato in coda a "La tentazione"

    Cardinale Arborelius

  • Una preghiera collettiva per Emanuela

    “PER RAGGIUNGERE LA VERITA’ SU EMANUELA
    PROPONGO UN MOMENTO STRAORDINARIO:
    UNA PREGHIERA COMUNE DI LAICI E RELIGIOSI”
    La proposta di Giampiero Guadagni a 34 anni dalla scomparsa. Suo anche il racconto teatrale “Il silenzio non esiste”, che pubblicheremo in vista del 22 giugno
    .....
    Giampiero Guadagni, giornalista di Conquiste del Lavoro (per quasi 70 anni storico giornale della Cisl), si occupa prevalentemente di sindacato e politica interna, e di recente è stato autore di importanti contributi sul caso Moro. Ma da sempre segue con passione anche la vicenda di Emanuela Orlandi e i misteri ad essa collegati, analizzando piste, indizi e materiale storico da integrare a riscontro dei fatti. Ora ha scritto un racconto dal taglio teatrale intitolato “Il silenzio non esiste”, dedicato alla scomparsa della “ragazza con la fascetta”. Un racconto che, chissà, potrebbe essere anche messo in scena.

fabrizio12
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calciatoreragazzino
Sono Fabrizio
Vi parlo un po' di me


Ciao a tutti, piacere. Il mio nome lo conoscete. Sono nato lo stesso giorno di Fabrizio De Andrè e Roberto Baggio e ciò, per ragioni diverse, mi inorgoglisce. Del primo, amo la poesia, la naturale empatia con gli ultimi e la giocosa sfrontatezza verso i potenti. Del secondo, apprezzo la fantasia in campo e la ricerca di un equilibrio fuori. Ai tempi delle elementari (Garbatella, Roma) correvo dietro a un pallone e al suo mito (Giggiriva). Delle scuole medie (Eur, Roma) custodisco con affetto le intemerate della professoressa Calvosa e le scazzottate con gli amici nei rettangolini di prato di fronte al Colosseo quadrato. Al liceo (scientifico) mi appassionai con differenti intensità ai poeti ermetici e alle ragazzine, con preferenza per quelle che avevano la borsa di Tolfa. Il 16 marzo 1978 tutto mutò quando fummo convocati in aula magna – le classi ammassate, concitate, le prof in lacrime – perché era successo un fatto grave, enorme, terrorizzante. Lo spartiacque. Il passaggio dall’io al noi. Il 23 novembre dell’80 ero nell’atrio della scuola, arrampicato in cima a un montagna di vestiti da ammassare in un camion per l’Irpinia. Negli anni universitari (La Sapienza, Roma) mi divisi tra Romeo & Juliette, Jim Thompson e le riunioni-fiume per mandare in stampa un giornale scanzonato e non allineato. Intanto, in sella a una Vespa rossa, facevo la gavetta in piccole testate. E nel giro di poco fui addirittura assunto. In un giornale vero. Con la previdenza e l’assistenza, la tredicesima e le ferie pagate. A 23 anni. Un sogno, di cui oggi porto un crescente senso di colpa pensando alle generazioni successive. Mi occupo da molto tempo di cronaca nera, malagiustizia e reticenze del potere. Della mia città amo le banchine del Tevere, la scalinata di viale Glorioso e i cancelli (intesi come stabilimenti balneari). Poesia preferita: “La ballata delle madri”. Canzone preferita. “Il testamento di Tito”. Film preferito: “Pauline à la plage”. Libro preferito: l’ultimo letto (“Omicidio al Giro”, di Paolo Foschi). Attitudini più gradite: generosità e coraggio delle idee. Meno gradite: arroganza e opportunismo. Lavori in preparazione: un romanzo-verità sulla storia di una suora vittima di stupro.
 

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