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Soldato stuprato alla Cecchignola nel 1982 La Procura militare: vogliamo tutta la verità

marco de paolis ansa

Il racconto dell’assessore piemontese sullo stupro subito in una caserma della Cecchignola 35 anni fa ha commosso l’Italia. Il pezzo, pubblicato sul Corriere domenica 16 luglio, nella versione online è diventato virale.

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Le foto choc

Il gigolò di Villa Borghese fotografato ai ricevimenti con un cardinale, un prelato d'onore, un vescovo e due monsignori neri

Cinque foto, altrettante personalità ecclesiastiche. L’uomo con il giubbotto nero è il gigolò di Villa Borghese, salito alla ribalta delle cronache nell’ottobre 2015 per lo scandalo gay che coinvolse la Curia generalizia dei carmelitani scalzi, a Roma, raccontato nel libro “La tentazione”. Sembrava finita lì, che i rapporti sessuali nella penombra dei cespugli fossero limitati  a un padre superiore, poi trasferito.

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"La Tentazione"


dopo Monte Compatri (15 luglio) e 
e Lavinio (18) presentazione de "La tentazione" il 21 luglio, all'Arena di Bracciano, ore 21. Con Paolo Cucchiarelli e Amedeo Lanucara. Moderatore: Giovanni Furgiuele. Intervenite numerosi! 

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fabrizio12
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Firma bn

calciatoreragazzino
Sono Fabrizio
Vi parlo un po' di me


Ciao a tutti, piacere. Il mio nome lo conoscete. Sono nato lo stesso giorno di Fabrizio De Andrè e Roberto Baggio e ciò, per ragioni diverse, mi inorgoglisce. Del primo, amo la poesia, la naturale empatia con gli ultimi e la giocosa sfrontatezza verso i potenti. Del secondo, apprezzo la fantasia in campo e la ricerca di un equilibrio fuori. Ai tempi delle elementari (Garbatella, Roma) correvo dietro a un pallone e al suo mito (Giggiriva). Delle scuole medie (Eur, Roma) custodisco con affetto le intemerate della professoressa Calvosa e le scazzottate con gli amici nei rettangolini di prato di fronte al Colosseo quadrato. Al liceo (scientifico) mi appassionai con differenti intensità ai poeti ermetici e alle ragazzine, con preferenza per quelle che avevano la borsa di Tolfa. Il 16 marzo 1978 tutto mutò quando fummo convocati in aula magna – le classi ammassate, concitate, le prof in lacrime – perché era successo un fatto grave, enorme, terrorizzante. Lo spartiacque. Il passaggio dall’io al noi. Il 23 novembre dell’80 ero nell’atrio della scuola, arrampicato in cima a un montagna di vestiti da ammassare in un camion per l’Irpinia. Negli anni universitari (La Sapienza, Roma) mi divisi tra Romeo & Juliette, Jim Thompson e le riunioni-fiume per mandare in stampa un giornale scanzonato e non allineato. Intanto, in sella a una Vespa rossa, facevo la gavetta in piccole testate. E nel giro di poco fui addirittura assunto. In un giornale vero. Con la previdenza e l’assistenza, la tredicesima e le ferie pagate. A 23 anni. Un sogno, di cui oggi porto un crescente senso di colpa pensando alle generazioni successive. Mi occupo da molto tempo di cronaca nera, malagiustizia e reticenze del potere. Della mia città amo le banchine del Tevere, la scalinata di viale Glorioso e i cancelli (intesi come stabilimenti balneari). Poesia preferita: “La ballata delle madri”. Canzone preferita. “Il testamento di Tito”. Film preferito: “Pauline à la plage”. Libro preferito: l’ultimo letto (“Omicidio al Giro”, di Paolo Foschi). Attitudini più gradite: generosità e coraggio delle idee. Meno gradite: arroganza e opportunismo. Lavori in preparazione: un romanzo-verità sulla storia di una suora vittima di stupro.
 

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